MissionWired

Cliente

MissionWired

Tipologia

Branding, Illustration, advertising, web design

Strumenti

Figma, Illustrator, Photoshop, Chat GPT, Gemini, Procreate

Ho avuto la fortuna di lavorare con MissionWired, un cliente che rispetta e apprezza il valore del design, è ambizioso e, soprattutto, si batte per una giusta causa. Offre supporto strategico a organizzazioni non profit e movimenti politici, sviluppando campagne di fundraising integrate online e offline. Mi sono dedicato con piacere ad evolvere il loro brand, allineandolo al nuovo positioning.

L'umiltà è la base e il fondamento di tutte le virtù.

Questo l’ha detto Confucio, che però, evidentemente, non ha mai dovuto posizionare un brand sul mercato.

MissionWired, per esempio, è un'autorità assoluta nel mondo del fundraising negli Stati Uniti. I loro risultati parlano da soli: grazie a una mole impressionante di dati e a un'esperienza solida nel settore, trasformano in un successo ogni campagna fondi. E non sto esagerando - sono SEMPRE riusciti a raccogliere fondi per le non-profit che supportano. Il loro track record invidiabile, peró, era completamente mascherato da un tono di voce timido e da un look colorato, ma decisamente poco ambizioso. Insomma: l’umiltà sarà anche una virtù, ma in questo caso serviva a ben poco!

Insieme al team di copywriter e strategist, abbiamo esplorato diversi modi per rappresentare al meglio MissionWired e i servizi che offre. I tre territori esplorati sono:

Collective Engine: concentrato sull’energia della collettività, vero motore del cambiamento

Kaleidoscope: incentrato sull’idea di un servizio personalizzato, illustrato con la metafora del caleidoscopio

Behind the cause: MissionWired come partner silenzioso ma solido, che supporta le cause offrendo servizi impeccabili

Una collaborazione idilliaca

Ebbene sì, la prima proposta - Collective Engine - ha convinto tutti, evolvendo l'identità esistente nel segno della continuità.

Ho reinterpretato il logo trasformando le vecchie forme geometriche (le cosiddette “lapidi”) in enormi virgolette, simbolo della voce della collettività, e ho perfezionato la tipografia per renderla più riconoscibile.

Successivamente, abbiamo rivisto alcuni elementi integrando l'energia del terzo territorio creativo: abbiamo reso i colori più vibranti e adottato un trattamento fotografico dinamico ispirato alle pennellate impressioniste.

Per scalare questo processo, ho istruito Gemini con un sistema di prompt in grado di generare immagini e illustrazioni sempre coerenti, un metodo di lavoro innovativo che ha entusiasmato il cliente. Il risultato era un brand dirompente e carico di energia.

Tutti felici, pacche sulle spalle, progetto chiuso e pronto per il lancio!

…O almeno cosí sembrava

Sì, perché dopo averci detto che adoravano il brand che avevamo creato, sono scomparsi per più di un mese. E sapete benissimo che quando un cliente scompare non è mai un buon segno. Quando si sono rifatti vivi, ci hanno confidato che, a seguito di una revisione interna, avevano deciso di fare un passo indietro e non cambiare la maggior parte degli elementi. Investigando un po’ abbiamo capito che:

  • La nuova palette non era stata accolta con così tanto entusiasmo.

  • L’idea di fare affidamento esclusivamente sull’AI per creare foto e illustrazioni rischiava di mettere a disagio i loro clienti, in particolar modo i sostenitori dell'area democratica.

  • Introdurre un nuovo logo richiedeva uno sforzo enorme, soprattutto nel dover ricreare da zero tutti i materiali grafici e gli asset visivi.

Insomma, del brand proposto erano rimasti giusto i font e le icone.

Chi muove una montagna comincia spostando piccole pietre.

E qua il nostro amico Confucio ci ha visto giusto. Potevo semplicemente incassare il feedback del cliente, ma ho deciso di provare per l’ultima volta a proporre una soluzione concreta che ero sicuro avrebbe messo d’accordo tutti. Indagando ancora più a fondo, ho scoperto che i loro ripensamenti scaturivano dalla paura di stravolgere completamente un brand a cui erano molto legati.

Come prima cosa ho quindi rivisto la palette, reintroducendo i colori primari e la tinta di contrasto che già utilizzavano.

Ho poi rivisto il trattamento delle fotografie e delle illustrazioni. Per quanto riguarda le foto, abbiamo detto addio a quelle generate con l'AI per passare a immagini di persone reali, capaci di dare un volto autentico al brand. Sapevo che il team di designer di MissionWired voleva essere più coinvolto nella creazione di asset visivi, ma non aveva molto tempo a disposizione. Ho così creato un effetto basato su chunky brush strokes che potesse essere applicato rapidamente alle fotografie utilizzando Procreate. Lo stesso stile schizzato l’ho utilizzato per le illustrazioni, per le immagini astratte e, in qualche modo, anche per le icone.

Per quanto riguarda il logo, ho tenuto il punto e ho spinto affinché lo cambiassero. Mi sono fatto forte soprattutto dei commenti ricevuti dal loro stesso team di designer, decisamente scontenti del fatto che gli elementi del vecchio logo ricordassero delle lapidi.

E non è finita qui! Il blu che vedete non è il loro blu originale. Ho preparato due presentazioni identiche: una con il loro blu storico e una con una tonalità leggermente più accesa. Ho presentato la prima e, solo dopo essermi assicurato che fossero pienamente soddisfatti di tutti gli aggiornamenti pratici, ho sfoderato la seconda presentazione. Volevo dimostrare dal vivo come un cambiamento visivo così piccolo potesse fare una differenza enorme in termini di energia.

Beh, che dire... potete vedere con i vostri occhi quale hanno scelto alla fine!

Risultati

Non c’é niente di piú bello che ricevere feedback positivi che dimostrano quanto quel team che non voleva toccare il brand, comincia ad apprezzare quello nuovo - ecco alcuni commenti che abbiamo ricevuto:

Sono ancora incredulo di come siate riusciti a rivedere la direzione creativa senza alcun compromesso. Sono sinceramente incantato dal risultato.

Grazie mille per il lavoro e per la pazienza nel portarci fin qui. Siamo tutti carichi ed entusiasti: non vedo l'ora che prenda vita!

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